Archivi del mese: Maggio 2010

Riceviamo e pubblichiamo da Pino Torchia:

NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA CHE VA CONTRO QUELLO CHE STABILISCE L’ART.21 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE.

L’art. 21 della Costituzione stabilisce che:

  • Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
  • La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
  • Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
  • In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
  • La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
  • Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet/; la prossima settimana il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60.
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Concorso a tema per i ragazzi delle scuole medie di Mottafollone, San Sosti e San Donato:

Ragazzi e legalità.


Il concorso è aperto a tutti i ragazzi delle scuole medie del’lIstituto Comprensivo di San Sosti, la traccia verrà distribuita nelle classi o potete trovarla in quest’articolo Continua a leggere

Alla ricerca della legalità perduta.

È luogo comune considerare legale ciò che “fanno tutti”. Diventa così legale vendere alcolici, tabacco e scoppi a minorenni, gareggiare per i centri abitati con mezzi a motore, fumare nei luoghi pubblici, usufruire con allacci ad personam dell’acqua e dell’energia elettrica comunale, sfruttare gli immigrati e i lavoratori in generale……. diventare carabiniere o scrutatore o invalido (si lasciano alla libera interpretazione questi ultimi esempi). Ma, all’occorrenza, si può benissimo coprire la maschera di criminali di 2° grado per diventare tutti insieme appassionatamente moralisti, giudici e vittime del sistema. Sono gli altri a sbagliare, in ogni caso la nostra persona è priva di responsabilità, in qualunque contesto ci si trovi. È colpa dei figli di altri se si contano vittime sulla strada dovute al consumo di alcol. Sono da giustificare i ragazzi che distruggono cartelli, ringhiere, panchine (consiglierei di fare un giro lungo la passeggiata che porta alla villetta comunale per rendersene conto), è normale, sono giovani, sono vivaci, è per divertirsi; queste sono le più comuni giustificazioni (!) da parte dei genitori. Esatto, perché questi ragazzi vanno giustificati, non ci sono dubbi su questo. Non sanno come divertirsi e quindi creano opere futuriste (come si è scritto già in un articolo di qualche mese fa) o smontano panchine. Così com’erano da giustificare i ragazzi che “giocavano” ad attraversare di corsa l’autostrada. È inoltre normale mettersi alla prova, superare i 100 km/h per le vie del paese, in luoghi dove magari ci sono bambini a giocare, anziani che attraversano la strada o uno qualsiasi di noi. Nell’eventualità di un ostacolo avremo anche l’occasione di testare la nostra vettura sui tempi di frenata. Vogliamo privare i piloti di questi momenti di adrenalina e ricerca di autostima solo per salvare la vita di qualche gattino, cagnolino, per una maggiore sicurezza del cittadino??? Assolutamente no! E per continuare perché scegliere di pagare salate bollette quando si può evitare di gravare sui nostri contatori? Ripetiamo: se un qualcosa lo fanno tutti AUTOMATICAMENTE Continua a leggere

Villetta trascurata.

Quello che vedete nelle foto è l’ex cimitero di mottafollone utilizzato fino al 1981. Dopo il trasferimento di tutti i defunti all’attuale cimitero è stato adeguato a villetta. Le immagini dimostrano anche le condizioni attuali, che evidenziano il degrado a cui è soggetta: l’erba alta, i lampioncini non funzionanti, e alcune croci ancora sui muri, testimoniano la scarsa cura riservata a questo luogo,      che potrebbe dare un’impressione del tutto diversa da quella   attuale se si desse più importanza alla considerazione dei piccoli dettagli come quelli sopra citati, lasciamo le idee e i commenti a voi lettori per valorizzare questo luogo affinchè possa acquisire una nuova luce.

La Redazione.

Strutture nuove ma ferme, lentezza burocratica o spreco di denaro pubblico?

Con rammarico la redazione continua a ricevere  segnalazioni di problemi irrisolti nel nostro paese. Parliamo della Casa di cura per anziani e per le persone disabili  situate in c.da Ferrieri. Due strutture nuovissime, che però non hanno mai avuto lo start nonostante i lavori siano stati completati da anni, e le gare d’appalto fatte. Le giustificazioni sono molte a riguardo, ma non servono giustificazioni né sul passato e né per il presente, ci dovrebbe essere solo l’impegno per un’apertura prossima che si dice imminente da anni. Con questo articolo non vogliamo condannare nessuno, sicuramente qualcuno avrà le sue colpe, ma non siamo noi a dover giudicare. Aprire le due strutture significherebbe portare al nostro paese un vantaggio sia economico ma soprattutto sociale, si verrebbero a creare anche nuovi posti di lavoro per i giovani di Mottafollone e si darebbe una serenità a tutti quegli anziani e disabili che potrebbero usufruire di tutti i servizi che dia. Le immagini che vi mostriamo parlano chiaro. La situazione attuale non è molto chiara speriamo di poter ricevere, a risposta del nostro articolo, una delucidazione sullo stato attuale, da chi ne ha la competenza, con la speranza di vedere al più presto le due strutture funzionanti.

La Redazione.

Un riposo non dignitoso…

In un mondo sempre più frenetico, invaso dalla fretta e dai pensieri spesso si dimenticano o tralasciano cose molto importanti all’apparenza inutili. La valorizzazione del nostro territorio sembra inesistente, e una strada per aprire una porta turistica nel nostro paese un’utopia.  Sono anni che nessuno parla delle cripte, voi penserete quelle sotto la chiesa madre attuale (dimenticate anche quelle)  no, sono quelle situate sotto l’attuale museo parrocchiale (ex chiesa madre) ne parlava in uno dei suoi libri anche il nostro amato parroco defunto Don Fiore Borrelli, c’era stata anche la televisione, quando venne aperta molti anni fa. L’entrata delle cripte viene chiusa da una porta di tavole, che recentemente si è rotta o è stata rotta, e si può   Continua a leggere

Un Castello dimenticato…

Che dire cari lettori vedete anche voi le foto, un altro monumento storico e culturale del nostro paese che potrebbe essere valorizzato, oltre alle immagini che possiamo proporvi sono poche le parole che possiamo esprimere davanti a ciò, servono solo i fatti. Che sia privato o no, è dovere di tutti mettere una mano sopra la propria coscienza e capire che non è possibile che  sia lasciato in quelle condizioni, in parte del soffitto manca il tetto e ogni pioggia impregna le mura interne e il pavimento che ormai sembra prossimo al crollo, al suo interno erbacce di ogni genere infestano l’immenso atrio che si trova subito dopo l’entrata e le condizioni esterne, quelle potete notarle benissimo passandoci vicino per le vie del centro storico. Anche qui passano gli anni ma nessuno prende provvedimenti, eppure il decreto del 22 gennaio del 1990 del Ministro per i Beni culturali e ambientali dichiara: “Il castello di Mottafollone è dichiarato di interesse particolarmente importante ai sensi della legge 1/6/1939 n. 1089 e viene quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenuti nella legge stessa, ne aveva parlato anche la nostra paesana Chiara Miceli in un suo articolo,( lo travate in Storia e Letteratura di Mottafollone “Ariantha”) ma nessuno ha mosso un dito successivamente. Un ennesimo invito a prendere provvedimenti per il bene del nostro paese che potrebbe ricavarne solo un benessere maggiore. Il nostro Castello nei secoli passati ci ha sempre guardato dall’alto dandoci protezione e sicurezza prendendosi cura del nostro paese, ora tocca a noi proteggerlo dal tempo che lo stà distruggendo.

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Considerazioni sulla raccolta firme “Acqua Pubblica”

Nella mattinata di lunedì 17 c.m. si è conclusa l’iniziativa di raccolta delle firme per la campagna referendaria “Acqua Pubblica”. I volontari sono stati presenti venerdì e sabato della scorsa settimana presso piazza Indipendenza, da anni luogo di ritrovo della popolazione mottafollonese. In uno dei due giorni di raccolta è stato però necessario, viste le instabili condizioni meteorologiche, usufruire di un luogo al coperto, messo a disposizione dal parroco locale. Nonostante questa considerazione ci si aspettava una maggiore partecipazione da parte della popolazione vista l’importanza dell’argomento e l’assoluta apartiticità dell’iniziativa. Non sono mancati commenti del tipo: “Andrò a lavarmi al fiume” o “Non sono interessato”. Partendo dal presupposto della libertà personale, ci dispiace notare questi tipi di disinteresse su questioni d’importanza sociale, che cambieranno quindi la nostra vita nel breve periodo. Constatiamo inoltre, Continua a leggere

C’era una volta l’acqua. Oggi c’è una merce

Il decreto Tremonti dello scorso 5 agosto sottomette alle regole di mercato la gestione dei servizi idrici, dell’acqua. Questo è solo l’ultimo di una serie di provvedimenti che hanno portato alla privatizzazione dell’acqua trasformata da bene primario in merce. Ovviamente il tutto è passato sotto silenzio. Ma quando il costo dell’acqua diverrà insostenibile, le grida dei cittadini si sentiranno eccome…

La sempre più spinta privatizzazione dei servizi pubblici, fortemente voluta dalla politica in maniera totalmente bipartisan nel corso dell’ultimo decennio, parallelamente alla trasformazione delle vecchie “municipalizzate” in società per azioni a capitale misto pubblico/privato che vengono quotate in borsa e si pongono sul mercato costruendo profitto attraverso la gestione dei servizi primari destinati ai cittadini (smaltimento rifiuti, acqua, distribuzione del gas, trasporti) sta iniziando a produrre risultati catastrofici in termine di qualità dei servizi ed incremento del costo delle tariffe, ormai sempre più slegate da qualsiasi logica volta a salvaguardare gli interessi della collettività. Ma viste solo come strumenti per l’arricchimento di soggetti usi al familismo più spudorato.

Emblematico a questo riguardo è sicuramente quanto accaduto ad Aprilia nel 2005, dove la gestione della distribuzione dell’acqua da parte della società Acqualatina, partecipata al 46,5% dalla multinazionale francese Veolia, ha comportato incrementi delle bollette nell’ordine del 300%, determinando una vera e propria sollevazione popolare da parte di oltre 4000 famiglie che si rifiutano di fare fronte ad un salasso di questo genere.

Forti preoccupazioni a questo riguardo stanno suscitando le novità in tema di liberalizzazioni dei servizi pubblici, introdotte dal decreto Tremonti che mira a liberalizzare la gestione dei servizi pubblici locali, affidandoli a società private o pubblico/private all’interno delle quali il socio privato molto vicino a questo governo di corrotti e corruttori non detenga una quota inferiore al 30%. Particolare apprensione è stata determinata dall’approvazione, avvenuta lo scorso 5 agosto, dell’articolo 23 bis del decreto legge 112 che di fatto sottomette alle regole di mercato la gestione dei servizi idrici, snaturando la figura stessa dei “Comuni” che da enti deputati ad operare nell’interesse collettivo si trasformano in soggetti finalizzati alla costruzione del profitto proprio attraverso la gestione privatistica di quei beni, come l’acqua, che dovrebbero essere patrimonio di tutti. Continua a leggere

Strade e Vie del nostro Paese…

In questo articolo volevamo prendere in considerazione una segnalazione sottolineata da molti cittadini, “La strada è una porzione di territorio, utilizzata dall’uomo per facilitare lo spostamento di persone e merci fra due luoghi (da Wikipedia)” nel nostro caso la parola facilitare  non sembra sia stata intesa nel suo significato e tutti possiamo notare la situazione delle nostre. Abbiamo la strada che parte da P.za Dante e si divide tra la via Giolitti e Aldo Moro, una via importantissima visto che collega le scuole elementari e medie al paese, ormai dissestata, infestata dalle buche sembra sempre di più una strada secondaria abbandonata anche se molto trafficata ogni giorno. Un’altra miriade di segnalazioni riguardano la strada che collega Mottafollone con Pauciuri (C.da Boccafolle) Continua a leggere