Archivi del giorno: Maggio 19, 2010

Considerazioni sulla raccolta firme “Acqua Pubblica”

Nella mattinata di lunedì 17 c.m. si è conclusa l’iniziativa di raccolta delle firme per la campagna referendaria “Acqua Pubblica”. I volontari sono stati presenti venerdì e sabato della scorsa settimana presso piazza Indipendenza, da anni luogo di ritrovo della popolazione mottafollonese. In uno dei due giorni di raccolta è stato però necessario, viste le instabili condizioni meteorologiche, usufruire di un luogo al coperto, messo a disposizione dal parroco locale. Nonostante questa considerazione ci si aspettava una maggiore partecipazione da parte della popolazione vista l’importanza dell’argomento e l’assoluta apartiticità dell’iniziativa. Non sono mancati commenti del tipo: “Andrò a lavarmi al fiume” o “Non sono interessato”. Partendo dal presupposto della libertà personale, ci dispiace notare questi tipi di disinteresse su questioni d’importanza sociale, che cambieranno quindi la nostra vita nel breve periodo. Constatiamo inoltre, Continua a leggere

C’era una volta l’acqua. Oggi c’è una merce

Il decreto Tremonti dello scorso 5 agosto sottomette alle regole di mercato la gestione dei servizi idrici, dell’acqua. Questo è solo l’ultimo di una serie di provvedimenti che hanno portato alla privatizzazione dell’acqua trasformata da bene primario in merce. Ovviamente il tutto è passato sotto silenzio. Ma quando il costo dell’acqua diverrà insostenibile, le grida dei cittadini si sentiranno eccome…

La sempre più spinta privatizzazione dei servizi pubblici, fortemente voluta dalla politica in maniera totalmente bipartisan nel corso dell’ultimo decennio, parallelamente alla trasformazione delle vecchie “municipalizzate” in società per azioni a capitale misto pubblico/privato che vengono quotate in borsa e si pongono sul mercato costruendo profitto attraverso la gestione dei servizi primari destinati ai cittadini (smaltimento rifiuti, acqua, distribuzione del gas, trasporti) sta iniziando a produrre risultati catastrofici in termine di qualità dei servizi ed incremento del costo delle tariffe, ormai sempre più slegate da qualsiasi logica volta a salvaguardare gli interessi della collettività. Ma viste solo come strumenti per l’arricchimento di soggetti usi al familismo più spudorato.

Emblematico a questo riguardo è sicuramente quanto accaduto ad Aprilia nel 2005, dove la gestione della distribuzione dell’acqua da parte della società Acqualatina, partecipata al 46,5% dalla multinazionale francese Veolia, ha comportato incrementi delle bollette nell’ordine del 300%, determinando una vera e propria sollevazione popolare da parte di oltre 4000 famiglie che si rifiutano di fare fronte ad un salasso di questo genere.

Forti preoccupazioni a questo riguardo stanno suscitando le novità in tema di liberalizzazioni dei servizi pubblici, introdotte dal decreto Tremonti che mira a liberalizzare la gestione dei servizi pubblici locali, affidandoli a società private o pubblico/private all’interno delle quali il socio privato molto vicino a questo governo di corrotti e corruttori non detenga una quota inferiore al 30%. Particolare apprensione è stata determinata dall’approvazione, avvenuta lo scorso 5 agosto, dell’articolo 23 bis del decreto legge 112 che di fatto sottomette alle regole di mercato la gestione dei servizi idrici, snaturando la figura stessa dei “Comuni” che da enti deputati ad operare nell’interesse collettivo si trasformano in soggetti finalizzati alla costruzione del profitto proprio attraverso la gestione privatistica di quei beni, come l’acqua, che dovrebbero essere patrimonio di tutti. Continua a leggere