Un riposo non dignitoso…

In un mondo sempre più frenetico, invaso dalla fretta e dai pensieri spesso si dimenticano o tralasciano cose molto importanti all’apparenza inutili. La valorizzazione del nostro territorio sembra inesistente, e una strada per aprire una porta turistica nel nostro paese un’utopia.  Sono anni che nessuno parla delle cripte, voi penserete quelle sotto la chiesa madre attuale (dimenticate anche quelle)  no, sono quelle situate sotto l’attuale museo parrocchiale (ex chiesa madre) ne parlava in uno dei suoi libri anche il nostro amato parroco defunto Don Fiore Borrelli, c’era stata anche la televisione, quando venne aperta molti anni fa. L’entrata delle cripte viene chiusa da una porta di tavole, che recentemente si è rotta o è stata rotta, e si può   intravedere il contenuto al suo interno. Cripte risalenti all’epoca romana ( lo dimostrano le arcate al suo interno) , usate come cripte funerarie fino al 9 aprile del 1888. All’ interno un’infinità di resti di cadaveri sovrapposti che danno uno scenario tetro quando poi si guarda sul pavimento, sacchi, bottiglie di birra, sporcizia di ogni genere,una cripta di infinito valore artistico e culturale non può restare in quelle condizioni, sono anni e anni che nessuno prende provvedimenti per rimettere un po’ la situazione a posto,  molti paesi e molte città sono famose per le loro cripte, meta di turisti per l’importanza culturale e storica, e noi lasciamo un patrimonio e una risorsa così importante nel dimenticatoio delle nostre priorità. Dovremmo un po’ tutti vergognarci a lasciare che i nostri defunti possano continuare il loro riposo in quelle condizioni, noi come redazione vogliamo sensibilizzare un po’ di più i nostri lettori alla salvaguardia e alla valorizzazione del nostro territorio sperando che non passino ancora anni prima di veder cambiare le condizioni delle cripte.

La Redazione.

8 risposte a “Un riposo non dignitoso…

  1. Mottafollone è al capostipite della storia e della cultura del nostro comprensorio, non lasciate che tutto venga distrutto per incuria, così si crea un debito morale con la società e la storia a danno della collettività.

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  2. almeno chiudete la porta!!!!!

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  3. Purltroppo nessuno si ricorda piu di niente……….il rispetto???Perso completamente.I nostri avi non sono contenti per niente.VERGOGNA

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  4. Cara Redazione,
    mi duole il cuore leggere questo appello. Io purtroppo sono assente dal paese dal 1960 e non sono a conoscenza neppure dove sono queste cripte. Addirittura vi sono delle ossa di cadaveri sovrapposti! Non ci posso credere. Io credo che sarebbe opportuno che qualcuno del posto si facesse carico di prendere qualche iniziativa.
    Io non so neppure chi è il Sindaco, ma credo che abbia il dovere di intervenire, quanto meno per tenerci pulito e non consentire che si infanghi ulteriormente la nostra “antichita’” . Cari compaesani abbiate compassione dei nostri defunti. E se poi quei “resti ” appartenessero ai vostri parenti? Su gioventu’ un po’ d’orgoglio!

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  5. Di sicuro, cari “paesani”, quello che avete scritto nell’articolo denota un totale stato d’abbandono del nostro territorio; e più che il dimenticarsi dei nostri antenati avremmo dovuto ricordare che queste cripte furono oggetto di studio negli anni passati attirando l’attenzione persino della televisione. Difatti nel 89 0 90, se la memoria non mi inganna, la Rai fece un servizio su queste cripte, che nel loro genere sono uniche. Li non furono trovati solo i resti dei nostri cittadini. In quelle cripte vennero rinvenuti anche altre cose. Io come tanti a Mottafollone, compreso qualcuno della vostra redazione, giocavamo o esploravamo quelle cripte da impavidi ragazzini, e quello che abbiamo visto non erano solo dei corpi gettati dalle cripte, mi ricordo benissimo di armi e altri accessori “storici” nella parte antistate al muro di ossa. Non dimentichiamo, poi, che la struttura architettonica delle cripte è veramente unica e siccome sono inesplorate nella loro totalità si ignora anche l’effettiva estensione delle cripte. Il problema oggi è che non vedo da parte delle autorità locali alcun interesse, sarà per la loro mediocrità e la loro ignoranza, certo è che un’altro angolo di mottafollone se ne va….

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  6. E quindi che fine hanno fatto tutto quello che citi, caro Pasquale?
    Possibile che I “I Beni Culturali”” non sono stati interessati?
    Non esiste un Assessore ad hoc per poter denunciare queste gravi omissioni?
    Comunque, io credo che l’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco, deve stare in mezzo alla gente, sentire le problematiche della gente e ogni altra lagnanza che riguarda il suo territorio..
    A pensare tutto ciò e non poter fare nulla è qualcosa che mi fa tremendamente indignare!
    Ma io chi sono? Nessuno.

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  7. Caro Giovanni gli amministratori sono impegnati a fare ben altro evidentemente. Mottafollone oltre a vedere i suoi luoghi storici distrutti dall’incuria e dall’ingnoranza di amministratori incapaci ha tanti altri problemi ancora più importanti da risolvere. Un esempio è l’emigrazione. Nei paesi vicini e cmq in tutta la Calabria l’emigrazione verso il nord e l’estero era ferma da anni. A Mottafollone invece ancora i nostri “compaesani” devono emigrare per cercare fortuna. Della mia classe, l’83, ne è rimasta solo una in paese, ad esempio. E se, al posto di incentivare i giovani a rimanere, ad aiutare le famiglie a costruire un futuro migliore, si guarda invece solo a pochi non c’è via di uscita. A breve porterò a conoscenza di tutti con un articolo su questo e altri giornali qual è la situazione di Mottafollone: clientelismo, favoritismi, “fascistismi”, nepotismo e un arroganza e spregiudicatezza amministrativa degna del peggior paese del terzo mondo. L’unica speranza è che, chi sbandiera a livello nazionale un intervento risolutivo dei problemi della Calabria, inizi subito a far piazza pulita dei mediocri che stanno distruggendo la mia terra.

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  8. Ciao Pasquale,
    io ho lasciato Mottafollone nel lontano 1960. Di tanto in tanto venivo a fare visita ai miei genitori, ma non avevo tempo di andare in giro nel paese perchè quel poco tempo lo impiegavo a “godermi sino in fondo la loro presenza”.
    Ma credimi, in ogni momento, ed in ogni dove, avevo sempre vivo il ricordo di tutta la gente del paese. Conoscevo tutti, uno per uno, e di ognuno ne conservavo un piccolo ricordo che portavo sempre dentro di me.
    Il mondo è ingiusto, l’Italia è ingiusta, la Calabria è ingiusta, Cosenza è ingiusta e vuoi che Mottafollone sia giusta?
    Figli e figliastri sono sempre esistiti ed io” NON ACCETTO” cio’. Io credo che abbiamo tutti gli stessi diritti e tutti gli stessi doveri. Questa è la vera democrazia,a mio parere.

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