Riceviamo e Pubblichiamo l’interrogazione al Sindaco del comune di Mottafollone da parte dei consiglieri di minoranza

CLICCA SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRLA.

4 risposte a “Riceviamo e Pubblichiamo l’interrogazione al Sindaco del comune di Mottafollone da parte dei consiglieri di minoranza

  1. vogliamo essere informati

    http://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/1844-dalla-dissociazione-molecolare-una-soluzione-al-problema-dei-rifiuti

    Dalla dissociazione molecolare una soluzione al problema dei rifiuti.

    Potrebbe essere veramente l’uovo di Colombo, la soluzione al problema dei rifiuti sotto i nostri occhi da molto tempo,se solo avessimo saputo vederla: a Peccioli, in Provincia di Pisa, si sta sperimentando la dissociazione molecolare, un procedimento capace, addirittura, di trasformare i nostri rifiuti in energia.

    Si tratta della prima sperimentazione del genere in Italia, proposta inizialmente, per un breve periodo, a Luglio 2009, così da avere un primo test e giudicare i risultati ottenuti con tutta calma. I risultati sono stati molto incoraggianti e, così, dopo aver incassato il plauso unanime e bipartisan della Commissione Speciale Rifiuti della Regione Toscana, il dissociatore molecolare è stato messo di nuovo in funzione da pochi giorni, alla fine di Febbraio e, stavolta, il procedimento si protrarrà per molto più tempo. L’impianto di dissociazione molecolare è stato realizzato presso l’impianto di smaltimento di rifiuti solidi urbani gestito da Belvedere S.p.A. e situato a Legoli, frazione del Comune di Peccioli. L’impianto di smaltimento di Legoli, nato all’inizio delgi anni ’90 per risolver una situazione di emergenza ambientale, è presto diventato un modello efficace ed effciente di gestione dei rifiuti , tanto da diventare un modello di riferimento in Italia ed essere stato oggetto di numerosi studi, tesi di laurea e pubblicazioni.

    Ma che cos’è un dissociatore molecolare ? Non ci si deve far ingannare dal nome che, ai più, potrebbe evocare scenari da film di fantascienza: la dissociazione molecolare è una tecnologia concreta che potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione copernicana nel modo di gestire il problema dei rifiuti facendoli diventare una fonte di approvvigionamento energetico. Il dissociatore molecolare, infatti, è un impianto di piccole dimensioni che tratta i rifiuti con un sistema termo-chimico in grado di “scomporli” grazie alla combustione in assenza di ossigeno (pirolisi) e con temperature ridotte ( 400 gradi centigradi circa).

    Il risultato della “dissociazione” dei rifiuti tramite combustione è un gas di risulta, detto syngas, che non viene certo diffuso in atmosfera, bensì recuperato ed appositamente convogliato diventando, così, un vero e proprio vettore energetico. Tra breve, infatti, grazie al syngas del dissociatore, potrebbe sorgere a Legoli una serra agricola sperimentale,riscaldata ed illuminata per mezzo del syngas prodotto dalla disaggregazione dei rifiuti.

    In poche parole potrebbe avvenire ciò che era fino a poco tempo fa impensabile: i rifiuti non sarebbero più l’ultimo scarto, il processo finale, destinati ad essere nascosti sotto terra, bensì potrebbero rappresentare una tappa di un ulteriore processo di produzione di energia, termica ed elettrica. Una discarica, quindi, sarebbe assimilabile ad un qualsiasi impianto di produzione industriale. Con la differenza che, oltre a produrre energia e,magari, utili economici, potrebbe produrre anche rilevanti vantaggi per l’ambiente.

    L”impatto ambientale, infatti, è bassissimo, tant’è vero che quella del dissociatore molecolare è una tecnologia che piace anche agli ambientalisti, che la vorrebbero sostituire ai tanto odiati inceneritori. In virtù delle basse temperature di funzionamento, infatti, le nanopolveri e le diossine sono presenti in quantitativi trascurabili: le diossine, ad esempio, sono 100 volte inferiori a quelle prodotte dai più moderni inceneritori italiani che, pure, rispettano rigidi standard prescritti dalle normative di settore. Le basse temperature fanno sì che non si verifichi la fusione e l’evaporazione di metalli e vetri e, quindi, non si producono particolati contenenti sostanze nocive. Ma c’ è di più: i metalli ed il vetro non si fondono e, quindi, alla fine del procedimento è possibile il loro recupero ed il loro nuovo utilizzo. Anche le ceneri inerti, ad esempio, potrebbero essere usate per i sottofondi stradali.

    La sperimentazione condotta a Peccioli da Belvedere S.p.A., che finanzia intermente il progetto (per una somma, fino ad oggi, di 900 mila euro) ha avuto anche il plauso bipartisan della Commissione Ambiente e Territorio e della Commissione Speciale Rifiuti della Regione Toscana, che hanno indicato nel dissociatore molecolare una soluzione ottimale per la situazione dei rifiuti in aree come il Mugello, il Chianti e la Lunigiana in cui il dissociatore, date le dimensioni ridotte ed il suo funzionamento a “moduli” potrebbe essere utilizzato anche con biomasse.

    L’impianto ha suscitato grande interesse anche tra gli imprenditori del distretto cartario della Lucchesia che lo hanno visitato guidati dall’assessore regionale Eugenio Baronti e accompagati anche da rappresentanti istituzionali di alcuni comuni della Lucchesia. La visita a Legoli è stata motivata dall’esigenza di capire se c’ è la possibilità di utilizzare il dissociatore per il “pulper” cartario, cioè il risultato di scarto della lavorazione della carta, attualmente destinato in gran parte all’inceneritore di Brescia. Portare il “pulper” a Legoli abbatterebbe sensibilmente i costi dello smaltimento.

    “La nostra sperimentazione- ha dichiarato Macelloni, Presidente della Belvedere SpA- ha dimostrato che il dissociatore molecolare può avere ottimi risultati con ogni tipo di rifiuto, anche con il cosiddetto “tal quale” indifferenziato e ha evidenziato esiti molto buoni in termini di emissioni. La dissociazione riduce del 90% il volume dei rifiuti elaborato e permette di trasformare i rifiuti in gas di sintesi finalizzato alla produzione di energia elettrica e termica.”

    Dopo la trasformazione della materia il gas di sintesi viene ossidato e avviato al recupero energetico senza rischi né per gli addetti, né per la popolazione. Gli impianti in esercizio, dotati di misuratori in continuo delle emissioni in atmosfera, evidenziano emissioni in ordini di grandezza inferiori ai limiti di legge e un residuo di ceneri bianche (prive di carbonio) nell’ordine del 4%.

    “Questa soluzione impiantistica- ha continuato Macelloni- “può essere operativa in poco tempo ed apre scenari impensabili, anche per la bonifica di impianti di smaltimento, essendo utilizzabile non solo per i nuovi conferimenti di rifiuti, ma anche per quelli già stoccati. Ci permette, quindi, di risparmiare il nostro territorio riducendo sensibilmente lo spazio da adibire a nuove discariche, con evidenti vantaggi ambientali”.

    http://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/1844-dalla-dissociazione-molecolare-una-soluzione-al-problema-dei-rifiuti

    "Mi piace"

  2. vogliamo essere informati

    http://noinceneritore.blog.kataweb.it/

    Dissociatore Molecolare: REPORT incontro informativo del 18/05/10 a PONTEDERA

    1) si è approfondito il discorso DISSOCIATORI MOLECOLARI (pirogassificatori). In sostanza Rossano Ercolini, consulente del Comune di Campi Bisenzio per conto del quale ha visitato l’impianto islandese da 6.000 tonnellate/anno ci ha raccontato della visita e di cosa non andasse

    In sostanza l’impianto funziona così: brucia i rifiuti in un ambiente chiuso, utilizzando l’ossigeno presente nei rifiuti, quindi brucia più lentamente che in un inceneritore, ad una temperatura di 400/550 gradi (mentre l’inceneritore vaa 1.200 gradi circa).Questa bassa temperature evita che si generino nanopolveri ma, comunque, diossine se ne formano. Il fatto però è che la camera dove brucia il tutto è stagna per cui non dovrebbe uscire nulla all’esterno e tutti i gas generati (syngas, diossine) vengono stoccati, mentre i residui fisici (metalli, vetro, …) rimangono sul fondo per essere smaltiti/riciclati.
    Il Syngas, gas estremamente di bassa qualità, deve poi essere purificato e quindi trattato chimicamente (generando problemi di scarti) per poi poter essere finalmente bruciato per ricavare energia. Il problema è che per essere bruciato si va a temperature superiori ai 1.000 gradi per cui riecco il problema delle nanopolveri, delle diossine, gas acidi, metalli pesanti cancerogeni, ecc… Dove si brucia il syngas infatti non è una camera stagna, ma una camera dotata di camini, da cui esce tutto quello di cui sopra (diossine, nanopolveri,…). Quello che esce è stato caclolato sia cira il 50% in meno di quello che esce dagli inceneritori, ma non sono comunque fiorellini.

    Le critiche al dissociatore molecolare sono quindi le seguenti:

    a) bruciare i rifiuti è cosa assurda in quanto non è possibile pensare che si possa evitare al Legge di Lavoisier per cui Nulla si crea, Nulkla si distrugge. Dire quindi che i rifiuti scompaiono non è vero perchè si trasformano in gas e scarti da gestire in maniera più complessa che i rifuti all’origine.
    b) gli scarti fisici generati vengono riutilizzati nell’industria ma saranno corrotti da diossine, ecc… per cui risulta pericoloso.
    c) la camera stagna è molto delicata per cui se caricano i rifiuti come fanno in Islanda (caterpillar che li spinge dentro senza troppa gentilezza) la stessa può facilmente incrinarsi e far fuoriuscire diossina e syngas.
    d) i monitoraggi delle emissioni sarebbero, da quanto si è appreso ad oggi, insufficienza e superficiali.
    e) il bruciare syngas rende in termini energetici solo al massimo il 16% dell’energia impiegata per tutto il processo per cui se spendo 100 per bruciare i rifuti, guadagno al max 16 in termini di energia.
    f) l’impainto è estremamente più complesso di un inceneritore per cui sarà necessario personale estremamente preparato. Questa complessità rende ovviamente più delicato il processo che può generare problemi in qualsiasi fase. Per di più è una tecnologia poco utilizzata nel mondo (si è dovuti andare in Islanda per vederne uno) e in dimensioni molto più piccole di quelle che si vorrebbe realizzare a Gello (16.000 ton/anno dell’Islanda contro le 120.000 ton/anno di Gello). Nessuno sa se in dimensioni così ingrandite funzionerà tutto correttamente.
    g) l’impianto per bruciare 120.000 ton/anno di rifiuti dovrà necessariamente importare rifiuti da tutta Italia e forse anche dall’estero. questo significa che per far soldi si “sporcherà” il nostro territorio invece di far ricadere i problemi su ciascun territorio in base al proprio comportamento più o meno visrtuoso in ambito rifiuti.
    h) la ditta che sarà proprietaria dell’impianto è la ECOFOR servizi, ditta a maggioranza pubblica (Comuni Provincia di Pisa al 60%) con partecipazione minoritaria privata (ing. Forti e altri al 40%). I soldi dell’investimento sarebbero quindi in larga parte pubblici.
    i) gli scarti di lavorazione del dissociatore generati devono comunque essere messi in discariche speciali. La discarica scelta è ovviamente quella di Gello che doveva essere chiusa ormai da tempo. Non si capisce quindi perchè il Sindaco di Pontedera voglia il dissociatore ma dichiari in contemporanea che non vuole l’aumento della discarica di Gello, quando le due cose sono strettamente legate.
    l) date le scarse esperienze legate all’utilizo di tale tecnologia, il principio di precauzione che dovrebbe contraddistinguere le scelte tecniche e politiche, dovrebbe spingere ciascun amministratore ad informarsi a fondo prima di agire e, sopratutto, ad agire in maniera graduale, dopo sperimentazioni scientificamente valutate e pubbliche. Basti pensare che avendo richiesto all’ARPAT i dati relativi alle emissioni del dissociatore molecolare in sperimentazione a Peccioli, questa si è rifiutata di darli, adducendo che gli stessi siano di proprietà della Belvedere, società gestrice dell’impoanto a Peccioli.
    m) non solo il Comune di Campi ha inviato loro delegati a verificare la validità dell’impianto, ma anche la provioncia di Pisa, inviando in particolare anche l’ingegnere gestore della discarica di Peccioli. Ma mentre il Comune di Campi ha poi deciso, sulla base della relazione negativa, di non realizzare l’impianto, Peccioli, a fronte di un’altrettanto negativa relazione del suo ingengere, ha deciso comunque di realizzare l’impianto sperimentale.
    n) si riscontra come sempre la volontà di risolvere il problema rifiuti bruciandoli invece di ridurli a monte, con politiche mirate ed incentivanti.

    2) si è pensato a COME ATTIVARSI. Il concetto sarà il seguente:
    a) attivare un coordinamento di comitati ed associazioni cercando di realizzare una rete molto efficente per informare e attivarsi velocemente. Puntare sulle associazioni velocizza e potenzia il coordinamento in quanto realtà già organizzate. Arrivare quindi ad avere come base un buon numero di associazioni per far pressione sulle istituzioni.
    b) incontrare gli amministratori in maniera coordinata in modo da fare fronte unico cercando di costruire ponti perchè si possa creare un dibattito molto concreto in cui associazioni, comitati e singoli cittadini informati possano partecipare attivamente alle scelte sui rifiuti.

    3) i prossimi passi sono:
    a) raccolgiere i nomi di chi ha lasciato il suo riferimento all’incontro di ieri sera e generare una mailing list e un documento costitutivo (chi volesse può iscriversi inviando una mail a nonbruciamocigello AT interfree.it )
    b) venerdì 4/6 una delegazione delle quattro realtà Comitato di Gello, Parrocchia di Gello, Comitato di Pisa e MeetUp Valdera incontrerà il Sindaco di Pontedera e il relativo l’assessore all’ambiente per condividere le informazioni sui dissociatori e per definire insieme una modalità di coinvolgimento della popolazione nelle scelte del Comune.
    c) studiare e presentare soluzioni alternative all’incenerimento dei rifiuti speciali.

    Questo per ora è tutto.

    "Mi piace"

  3. a me la cosa “puzza” ancor prima di iniziara a incenerire i rifiuti, ma il sindaco di San Sosti, vuole venire a bruciare i rifiuti proprio nel nostro comune?

    "Mi piace"

  4. Ciao,
    da noi a Pontedera del dissociatore molecolare abbiamo studiato a fondo il progetto e abbiamo prodotto due documenti: uno di analisi tecnica ( http://www.cgcrvaldera.it/index.php?mod=none_Fdplus&fdaction=download&url=sections/Documenti/01_Pontedera/tavolo_tecnico/ANALISI_TECNICA_PROGETTO_DISSOCIATORE_MOLECOLARE_GELLO-commentato.pdf ) e l’altro con le alternative concrete proposte ( http://www.cgcrvaldera.it/sections/Documenti/01_Pontedera/tavolo_tecnico/alternative.pdf ).

    Spero vi possano essere utili per capire meglio di che bidone vi stanno proponendo.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...