Riportiamo e pubblichiamo dalla Gazzetta del Sud: Scuola, i precari si mobilitano contro i tagli

Si spera in un centinaio di posti concessi in deroga agli Ata. In tanti resteranno tuttavia senza lavoro

di Fabio Melia

«Stiamo facendo la guerra dei poveri. Ci stanno prendendo per i fondelli e qua ognuno si guarda i fatti suoi». Loredana Cara è una precaria storica della scuola. Fa parte del personale Ata, più precisamente appartiene alla categoria degli assistenti amministrativi, quella messa peggio: nessuna immissione in ruolo e poche speranze di ottenere almeno un incarico annuale. Loredana è seduta nel Salone degli Specchi della Provincia insieme ai suoi “compagni di lotta”. Assistono all’incontro convocato da Mario Oliverio con le amministrazioni comunali che hanno lanciato nei giorni scorsi un disperato appello a Luigi Troccoli, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. S’è infatti capito che, a causa delle carenze d’organico negli istituti, le lezioni potrebbero non partire regolarmente in questi comuni del Cosentino: Acri, Aprigliano, Amantea, Belmonte, Campana, Cariati, Cassano, Castrolibero, Castrovillari, Celico, Corigliano, Cosenza, Cropalati, Diamante, Fagnano, Firmo, Frascineto, Fuscaldo, Lattarico, Luzzi, Mendicino, Mongrassano, Montalto, Paola, Rende, Rogliano, Rocca Imperiale, Rossano, Rovito, San Demetrio Corone, San Giovanni in Fiore, San Marco Argentano, San Sosti, Santa Maria del Cedro, Spezzano Albanese, Spezzano Sila, Trebisacce, Torano, Villapiana, Verbicaro. Una situazione insostenibile, che ha spinto numerosi presidi a chiedere all’Usp 105 posti in deroga per i collaboratori scolastici e 20 per gli assistenti amministrativi. La “chiamata” di Oliverio non ha tuttavia raccolto le adesioni sperate: oltre la metà delle amministrazioni coinvolte ha infatti disertato l’incontro di ieri mattina. I sindacalisti Pino Assalone (Cgil), Giuseppina Carbone (Cisl) e Tonino Altomare (Gilda) hanno sottolineato negativamente proprio queste defezioni, accolte duramente anche dai precari: «Di noi e della scuola – dice Luigi Martire – la maggior parte dei sindaci non si preoccupa». Dopo il vertice di piazza 15 Marzo – a cui ha partecipato anche l’assessore provinciale Maria Francesca Corigliano – una delegazione ha incontrato il prefetto Raffaele Cannizzaro per una sconsolata disamina della situazione. I numeri sono del resto impietosi. Dei collaboratori scolastici in servizio l’anno scorso, almeno 150 resteranno senza lavoro. Gli assistenti amministrativi, ai quali non è toccata alcuna immissione in ruolo, cioè l’agognato contratto a tempo indeterminato, dovrebbero toccare quota 55, grazie a 35 incarichi annuali e ai 20 posti in deroga qualora venisse accolta la richiesta dei dirigenti scolastici. Qualche posticino, con molta fatica, dovrebbe spuntare fuori pure per gli assistenti tecnici.
La situazione dei docenti è leggermente differente. Le combinazioni tra ore di lezione e la possibilità di lavorare in più istituti permette, anche se in una situazione di estrema difficoltà, un collocamento più o meno diffuso. Questo non vuol dire che sia tutto rose e fiori. Anzi. La Cgil ritiene infatti che, ultimate tutte le procedure (incarichi annuali, assegnazioni provvisorie e utilizzazioni) rimarranno disoccupati tra i 350 e i 400 professori precari.

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